Come nascita, allattamento e ambiente plasmano il sistema immunitario del bambino
I primi mille giorni di vita — dal concepimento ai due anni di età — rappresentano una finestra critica per lo sviluppo del microbioma intestinale del bambino, con conseguenze che si estendono all’arco di tutta la vita. Durante questo periodo il sistema immunitario impara a distinguere il sé dal non-sé, a tollerare i microrganismi benefici e a combattere i patogeni: uno script biologico che viene scritto in buona parte proprio dai batteri che colonizzano l’intestino nei primissimi mesi.
La modalità del parto è il primo grande determinante: i neonati nati per via vaginale vengono inoculati dai microrganismi del canale del parto materno — in particolare Lactobacillus e Bifidobacterium — che danno il via alla colonizzazione intestinale. I nati da cesareo hanno un profilo microbiotico inizialmente diverso, con una maggiore prevalenza di batteri ospedalieri. Studi longitudinali suggeriscono che queste differenze possono persistere per mesi o anni, con potenziali implicazioni per il rischio di allergie, asma e malattie autoimmuni.
L’allattamento al seno è il secondo grande fattore: il latte materno contiene oligosaccaridi (HMO) che non possono essere digeriti dal neonato ma nutrono selettivamente i batteri benefici del suo intestino. Contiene anche anticorpi, cellule immunitarie e microrganismi stessi. La ricerca in questo campo è in piena espansione e sta fornendo basi scientifiche solide a raccomandazioni che le ostetriche e i pediatri avanzano da decenni per ragioni empiriche.

